Stress test del Mondo banca: Matrimoni incerti, dividendo sicuro!

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I.Visco: Considerazioni finali 2021
I.Visco: Considerazioni finali 2021
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Stress test del Mondo banca: Matrimoni incerti, dividendo sicuro!

 

Abbiamo appreso in questi giorni che l’Eba, l’Autorità bancaria europea, ha pubblicato l’esito degli stress test delle banche del continente che hanno aderito a quello che ormai è diventato un appuntamento obbligatorio: verifica della solidità patrimoniale e quindi della solidità e veridicità dei bilanci.

Insomma con questo tipo di verifiche periodiche, aumenta il rischio di essere scoperti quando si raccontano frottole nei bilanci, una specialità che i nostri banchieri conoscono molto bene e che, almeno nel recente periodo, hanno sovente trovato il modo di farne uso. Con queste verifiche diventa più difficile ingannare il mercato ed i risparmiatori, portando fra gli attivi di bilancio i crediti senza garanzia, gli affidamenti alla politica e quant’altro estraneo agli interessi di qualunque banca.

In totale, a questa verifica della “solidità patrimoniale” hanno partecipato 59 banche delle quali, per il nostro Paese, abbiamo trovato il Banco BPM, BPER Banca, Intesa Sanpaolo, MPS e UniCredit.

Con la eccezione di MPS, l’esame sembra essere stato superato, preannunciandosi pertanto una stagione di acquisizione e fusioni e si comincerà a parlare di distribuzione del “dividendo e di buy-back” (operazione di riacquisto delle azioni proprie), dando il via libera definitivo entro settembre p.v..

La Banca Centrale Europea ha dato il via libera alla erogazione di un dividendo mai così atteso, al quale i nostri azionisti hanno attribuito una grande importanza.

Parliamo di circa venti miliardi di euro che, dopo una sospensione di oltre un anno dovuto alla pandemia sanitaria, gli azionisti si trovano pronti all’appuntamento per incassare quanto dovuto per i loro investimenti azionari.

Secondo le prime rilevazioni dell’Eba, sembra che il 60% degli istituti coinvolti abbia manifestato interesse a nuovi matrimoni entro i rispettivi confini nazionali, in termini di fusioni o incorporazioni. Ad oggi, sembra che il percorso sia imposto dalle circostanze e dalla necessità di abbattere i costi di gestione e di funzionamento per meglio competere in un mercato globale contro i giganti asiatici e statunitensi.

Si tratta di una volontà che coincide con quella della Vigilanza BCE, stante alle diverse sollecitazioni giunte negli ultimi tempi, incoraggiate peraltro anche da possibili trattamenti favorevoli in termini di requisiti di capitale e utilizzo del badwill (il c.d. avviamento negativo).

Anche il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, in occasione della recente presentazione delle “Considerazioni finali” contenute nella Relazione annuale 2020 , ha tenuto a precisare che il comparto bancario italiano presenta “diversi intermediari per la maggior parte di piccole dimensioni e con un’operatività tradizionale” caratterizzati da “debolezze strutturali. In taluni casi esse sono dovute a un governo societario non adeguato e alla debolezza dei controlli interni – dei controlli Istituzionali di Bankit nessun riferimento – in altri alla ridotta capacità di accedere ai mercati dei capitali, di innovare e di sfruttare economie di scala e di diversificazione”.

Ci si dimentica di dire che, in questi casi, almeno stante alla storia più recente, ognuno fa quello che gli pare, sulla base della spregiudicatezza dei nostri banchieri che, riuscendo ad annullare o mitigare l’efficacia degli organi di vigilanza – ahimè non solo interni, come il Governatore della Banca d’Italia ha ricordato nel recente intervento – riescono a piegare a proprio comodo ogni sorta di disegno truffaldino.

L’esempio recente delle oltre mille pagine di sentenza del Tribunale di Vicenza che ha condannato i vertici della Banca Popolare di Vicenza in L.C.A. ne è una drammatica testimonianza – Banca Popolare di Vicenza in L.C.A.: Condanna penale e amministrativa! (giovannifalcone.it)

Matrimoni in vista

Quello che sappiamo per certo è che se di matrimonio si potrà parlare, si tratterà di coniugare interessi economici, poco convergenti fra loro se non addirittura opposti. Infatti, l’interesse all’acquisto di MPS1 da parte di UniCredit rappresenta un esempio, laddove si troverà l’accordo per escludere dall’operazione i crediti problematici (NPL) e i contenziosi legali della più antica banca nazionale, ritenuta dissestata dagli stress test e incapace di sopravvivere sul mercato senza i continui aumenti di capitale per mano pubblica, come ripetutamente è capitato nell’ultimo decennio.

A parte la rilevanza politica dell’operazione, vista la presenza del 65% del capitale in mano al Ministero dell’economia e delle finanze e l’ordine di Bruxelles di uscire dal capitale entro il corrente anno, il matrimonio appare denso di grandi incertezze.

Infatti, per quanto si legge sulla stampa di oggi, sarà difficile accettare la vendita delle sole filiali del Centro nord come richiesto da UniCredit, escludendo quindi dal matrimonio sia la sede centrale che le filiali del Sud Italia. Lo Stato e quindi il Parlamento a cui è stato chiesto di occuparsene, deve decidere se accettare queste avances che, a prima vista, sembrano quasi proposte incestuose.

Uno spezzatino così ventilato, sulle ceneri o di quel che resterà del Monte Paschi di Siena, potrebbe lasciare spazio alla creazione di una Banca del Mezzogiorno.

Antiriciclaggio – Controllo interno

Il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, in occasione delle sue Considerazioni finali contenute nella relazione annuale 2020 ha ricordato che molti intermediari – di dimensioni particolarmente piccoli, certamente riferibili al credito cooperativopresentano debolezze strutturali con particolare riguardo alla debolezza dei controlli interni.

Quanto detto dal Governatore è assolutamente vero e molte banche – soprattutto quelle di piccole dimensioni – nella convinzione di meglio fronteggiare il rischio sanzionatorio, pensano che la chiusura dei rapporti con la clientela sia la migliore soluzione per contrastare il rischio di riciclaggio di denaro sporco.

In pratica, sono banche che si stanno suicidando e quello che è più grave, è aver maturato la convinzione, anche con l’aiuto di prestigiose società di consulenza, che questa strada sia l’unica possibile per sopravvivere.

E’ una vicenda questa che mi ricorda molto l’atteggiamento della Sindaca di Roma – Virginia Raggi – che, ostacolò le Olimpiadi a Roma dicendo che fosse l’unico modo per contrastare il malaffare nella pubblica amministrazione. Diceva, la Virginia, nella sua veste di amministratore della capitale d’Italia che, per combattere le infiltrazioni criminali non bisognava amministrare niente e che bastava rimanere immobili per non fare danni.

Per fare una equazione e riferirmi al comune cittadino è come dire che, non esco di casa, per non correre il rischio che una macchina possa investirmi.

Insomma, per farla breve, quando parliamo di banche – a cominciare da quelle piccole, la situazione è grave.

Ancora peggio va per le banche di medie e grandi dimensioni, secondo quanto si legge a pagina 22 del Rapporto annuale 2020 dell’Unità d’Informazione Finanziaria2 di cui ho ampiamente parlato qui – Uif – Rapporto annuale 2020: Curiosità professionali! (giovannifalcone.it) .

Intanto, così è se vi pare!

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1Banca Monte dei Paschi è la terza banca del Paese, con 1.800 filiali, 20mila dipendenti, 81 miliardi di depositi, 86 miliardi di prestiti erogati, 150 miliardi di euro di attività totali.

2(Pag.22 – 1° paragrafo) Per alcuni segnalanti di medie e grandi dimensioni si sono rilevati: flussi segnaletici motivati prevalentemente dalla presenza di indagini a carico della clientela; carente qualificazione del sospetto (es. movimenti di contanti di modesta entità); tempi di risposta alle richieste di informazioni rivolte dalla UIF non soddisfacenti. Gli interventi condotti hanno consentito di mitigare alcuni dei fenomeni descritti.””

Giovanni Falcone

GIOVANNI FALCONE
CONSULENTE D’IMPRESA
"ESPERTO ANTIRICICLAGGIO”

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