Prestanome o testa di legno

Testa di legno & prestanome: Esiste una differenza?

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Testa di legno & prestanome: Esiste una differenza?

 

Sulla base di un quesito ricevuto sono stato costretto a fare una riflessione sui due termini indicati nel titolo: testa di legno e prestanome.

Personalmente non so se esiste una differenza sostanziale a livello giuridico e né mai mi è capitato di leggere una diversità in relazione al significato che normalmente viene attribuito. Infatti, nel gergo comune, siamo indotti a ritenere un termine sinonimo dell’altro posto che, in ambo i casi, la finalità che ci si prefigge è identica laddove, un soggetto all’uopo individuato, assume la veste di amministratore di una società di capitali, in luogo di qualche altro interessato a rimanere nell’ombra non volendo comparire pubblicamente.

Nella realtà,  a ben pensarci credo che ci siano delle differenze importanti e di particolare interesse, che appare utile sottolineare per tutti i soggetti obbligati agli adempimenti antiriciclaggio.

Per meglio evidenziarne le differenze voglio ricordare, preliminarmente un caso di cronaca giudiziaria riguardante una confisca di un ingente patrimonio operato a Napoli dalla Direzione Investigativa Antimafia e confermata dalla Corte di Cassazione, in danno di una societa’ di capitali operante nel settore delle costruzioni per civili abitazioni, che aveva realizzato 34 ville di pregio in una zona residenziale. In tale quadro vedeva il protagonista indiziato di camorra in una vertiginosa ascesa economica, trasformandosi in breve tempo da bracciante agricolo in ricco imprenditore, ovvero amministratore di numerose società immobiliari e finanziarie oltre che titolare di una delle più prestigiose concessionarie Mercedes del meridione d’Italia[1].

Le stesse indagini dimostrarono che le società finanziarie risalenti al preposto avevano da sempre gestito direttamente o per il tramite di società finanziarie da esse dipendenti immensi capitali, apparentemente sorti dal nulla, dei quali non fu possibile appurare la legittima provenienza.

La Suprema Corte, respinse la buona fede invocata dallIstituto di credito che aveva finanziato la realizzazione del villaggio residenziale https://www.giovannifalcone.it/buona-fede-e-condotta-incolpevole-della-banca-respinta/ .

Pratica operativa

Nel caso della “testa di legno” ai vertici di una società di capitali, incensurato, benché retribuito bene, abitualmente ci si trova di fronte all’amministratore allocato in modo evidente per nascondere qualcun altro nel senso che trattasi per lo più, di persona con una bassa cultura ed avulsa dal contesto economico cui ci si riferisce.

Comunemente, la ragione principale per tale collocazione e’ quella di consentire all’amministratore di fatto – cioé colui che agisce nell’ombra e non vuole apparire ufficialmente – di sfuggire ad eventuali responsabilita’ penali, amministrative o di vario genere oppure perché già condannato ad una sanzione accessoria che gli inibisce l’esercizio di tale ruolo di amministratore di una persona giuridica o di un’attività economica.

Insomma, come si dice: l’uomo sbagliato nel posto giusto!

Nel caso del “prestanome” invece, ci si trova in una situazione inversa significando l’uomo giusto nel posto sbagliato!

Mi spiego. Il prestanome, e’ una figura di alto profilo, con una fedina penale immacolata (incensurato), particolarmente acculturato e preparato a svolgere quel determinato ruolo, quale persona esperta e capace nel settore economico cui ci si riferisce.

Si comprende bene, da quanto ho cercato di dire che, in occasione dell’adeguata verifica da parte del soggetto obbligato agli adempimenti antiriciclaggio, se appare relativamente facile comprendere e riconoscere con relativa facilita’ la figura della “testa di legno”, diventa decisamente più difficile individuare il “prestanome”.

In termini di pericolo per la trasparenza del mercato, della legalità e della trasparenza, ioo penso che sia più pericolosa la figura della Testa di legno!

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[1] Esempio scolastico della “testa di legno”

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