Toto Colle: L’ultimo metro per il Quirinale!

Toto Colle
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Toto Colle: L’ultimo metro per il Quirinale!

Diciamo subito che gli ultimi trenta anni hanno visto l’inquilino del Quirinale come una propaggine naturale del Partito democratico o comunque di area di Centro sinistra.
In ordine cronologico troviamo:
Oscar Luigi Scalfaro, dal 28 maggio 1992 al 15 maggio 1999 (democrazia cristiana);
Carlo Azeglio Ciampi, dal 18 maggio 1999 al 15 maggio 2006 (indipendente);
Giorgio Napolitano, dal 15 maggio 2006 al 22 aprile 2013 (democratici di sinistra);
Giorgio Napolitano al secondo mandato, dal 22 aprile 2013 al 14 gennaio 2015 (indipendente nel secondo settennato durato circa due anni);
Sergio Mattarella, dal 3 febbraio 2015 ad oggi tuttora in carica (indipendente).
Fatta questa necessaria premessa, nel ribadire la esigenza di cercare una figura imparziale ed al di sopra delle parti, è innegabile che l’attuale Golden share stia in mano a Centro destra che, nello specifico, a tre giorni dall’appuntamento quirinalizio, vede Salvini boccheggiare alla ricerca di una soluzione.
Soluzione Draghi
Nel mentre tutta la stampa estera e le Cancellerie europee o addirittura mondiali hanno espresso la loro soddisfazione per una soluzione del genere, stiamo assistendo al goffo tentativo dell’ex Cavaliere che, nella veste di candidato in pectore del Centro destra non avendo ancora sciolto ufficialmente la riserva, rimane alla disperata ricerca dei tanti “Ciampolillo” in circolazione nelle aule parlamentari, secondo lo stile di Giuseppi (alias Conte due), ultima edizione!
Insomma, sembra che i numeri non tornano per raggiungere la fatidica soglia dei 505 parlamentari e delegati regionali per superare lo scoglio della maggioranza assoluta al 4° scrutinio. Mancano una cinquantina di voti al patrimonio detenuto dall’area del candidato “B”.
Se la situazione è questa, prima di imbarcarci in una competizione a chi la spara più grossa, perché non convergere, ragionevolmente su una figura in grado di raccogliere il consenso di tutti?
Questa figura, allo stato dell’arte, sembra essere Mario Draghi, l’attuale Premier che, da Capo del Governo passerebbe a ruolo di Capo dello Stato, in grado di assicurare quella necessaria continuità istituzionale per i prossimi sette anni.
Una figura neutra che, fuori dalla politica, potrebbe garantire il miglior rapporto possibili con gli alleati europei e soprattutto, mantenere la barra dritta sul Patto Atlantico, senza sbandate cinesi dell’ultima ora.
Insomma, una figura autorevole, qualificata ed all’altezza della situazioni e delle grandi sfide che ci attendono a cominciare dalla messa a terra delle Riforme per l’accesso al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, sul quale l’intero arco parlamentare si è assunto una responsabilità verso l’Unione Europea.
Benvenuto Presidente Draghi, gli italiani l’aspettavano!

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