Uif: Le Segnalazioni di operazioni sospette del 2° semestre 2019

Uif -Rapporto annuale 2019
Uif -Rapporto annuale 2019

Uif: Le Segnalazioni di operazioni sospette del 2° semestre 2019 – Al netto delle statistiche chiediamoci cosa fare per arrestare o ridurre il malaffare …

 

L’Unità d’Informazione Finanziaria della Banca d’Italia, come di consueto, ha pubblicato alcune riflessioni, accompagnate dal dato statistico delle Segnalazioni di operazioni sospette registrate a livello nazionale nel secondo semestre dell’anno appena concluso.

Come si conviene in questi casi, l’Ufficio di vigilanza centrale nella lotta al riciclaggio di denaro sporco e finanziamento al terrorismo, enfatizza gli aspetti connessi all’aumentata sensibilità dei soggetti obbligati . in primis banche e professionisti – che avrebbero consentito un deciso aumento delle segnalazioni su base annua di circa l’8%, raggiungendo il numero complessivo di 105.789 per l’intera annualità 2019.

L’analisi è soprattutto numerica, statistica, senza alcun riferimento ai tanti, forse troppi punti di debolezza del dispositivo di contrasto messo in piedi ed operativo da circa 30 anni, a mio avviso mai decollato, laddove si considera:

  1. Un aumento esponenziale della criminalità organizzata nella pubblica amministrazione – Comuni sciolti per mafia;
  2. Una corruzione inarrestabile su tutti i fronti;
  3. Una evasione fiscale in aumento esponenziale;
  4. Un quadro sanzionatorio lunare, laddove si registrano sanzioni di 30 milioni di euro in danno di una banca;
  5. Un clima di terrore vissuto dai soggetti obbligati che, pur non avendo compreso come, quando e perché segnalare, si attivano e contribuiscono in termini statistici ad alimentare il grafico della statistica con “segnalazioni ad orecchio” e speriamo che ci vada bene!
  6. Si trova qualcuno che spiega in concreto cosa fare per sventare l’operatività di cartiere, attività di copertura, fittizie fatturazioni infragruppo, consulenze fasulle per nascondere una corruzione latente nella pubblica amministrazione, aumenti di capitali con prestanomi o teste di legno in società di capitali etc.?

Pratica operativa

L’ho detto più volte e l’occasione appare propizia per ricordarlo:

  • Flusso di ritorno delle informazioni– feedback – (art.41, 2° comma, D.lgs 231/07) Garantire l’applicazione della norma anche per consentire agli intermediari o professionisti interessati (segnalanti), di gestire al meglio le stesse posizioni, con particolare riferimento alla esigenza di assicurare la c.d. verifica rafforzata (ahimè sine die);
  • Consentire,allo scadere di un adeguato lasso di tempo dalla data dell’inoltro della Sos – si può immaginare un paio di anni – in assenza di riscontri che confermino i sospetti iniziali – sovente inesistenti e caratterizzati unicamente dal terrore di sanzioni che ahimè vive la periferia – la possibilità di riportare in bonis la posizione, sospendendo la reiterazione infinita della periodica verifica rafforzata;
  • Sospensione dell’operazione, richiamando con forza la procedura oggi prevista, di fatto desueta. Si tratta di un’attività fondamentale per migliorare il vigente dispositivo di contrasto alla criminalità organizzata. L’esperienza che ho maturato a Napoli, in occasione di una giornata di Formazione antiriciclaggio di una platea particolare (Dia, Ros, Gico e Criminal pool) è emblematica – https://www.giovannifalcone.it/antiriciclaggio__una_storia/
  • Quadro sanzionatorio – Valutazione critica e oggettiva organi di vigilanza – L’esame di merito, oggettivo dei rilievi mossi dagli organi di polizia giudiziaria sul territorio – in primis della Guardia di finanza – potrebbero servire a migliorare il rapporto di collaborazione fra il centro e la periferia, uscendo dal clima di terrore oggi esistente. Non basta più applicare il metodo del “copia & incolla” da parte degli organi centrali che sposano in pieno e senza alcuna valutazione critica le contestazioni formulate in periferia. Tragedie di questa portata sono inaccettabili: https://www.giovannifalcone.it/antiriciclaggio-innocente/
  • Riciclaggio da Evasione fiscale – Un intervento definitivo da parte della Banca d’Italia, del Mef o chiunque altro in grado di spiegare che i soggetti obbligati alla “collaborazione attiva” in materia di lotta al riciclaggio di denaro sporco o finanziamento del terrorismo, non sono deputati al contrasto della evasione fiscale, incombenza questa, notoriamente devoluta all’Agenzia delle entrate e alla Guardia di finanza. Il riciclaggio da evasione fiscale, quale reato presupposto, scatta al superamento di determinate soglie di rilevanza penale e quindi di danno erariale in termini di imposta sottratta su base annua – ex art.4 e 5 del D.lgs 74/2000;

.        Approccio basato sul rischio – Causa terrore  sanzionatorio, esistente fra tutti soggetti obbligati, questo aspetto rimane marginale e nessuno  interviene per sottolinearne l’importanze che potrebbe, al contrario, migliorare significativamente la qualità della Collaborazione attiva. Solo per fare qualche esempio, voglio ricordare il caso della successione ereditaria bloccata per un’adeguata verifica omessa in capo ad una defunta https://www.giovannifalcone.it/succede_in_italia__l_adeguata_verifica_rallenta_la_successione_a_banco_bpm/ oppure, il caso di una lavoratrice dipendente che si è vista il conto bloccato per alcuni mesi (con problemi di sopravvivenza) a causa di un documento di identità da aggiornare ai fini dell’Adeguata verifica https://www.giovannifalcone.it/adeguata-verifica-la-burocrazia-uccide/;

.      Best practice per posizioni già segnalate – Nessuno parla, tutti zitti per una situazione a dir poco incandescente https://www.giovannifalcone.it/21414-2/

Si riuscirà a trovare il tempo per riflettere?

Staremo a vedere!

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