Unione europea: Lotta alle frodi fiscali!

Unione europea: Lotta alle frodi fiscali!
Unione europea: Lotta alle frodi fiscali!

Unione europea: Lotta alle frodi fiscali!

 

Dopo la nascita della Procura europea per la lotta alle frodi fiscali dell’ottobre 2017, sembra partire il complesso meccanismo di contrasto a tutte le forme di malaffare per il, bilancio comunitario.

La nuova istituzione (European Public Prosecutor’s Office – EPPO) , è deputata a coordinare le indagini nazionali sulle frodi a livello Ue e sarà tenuta a perseguire con tutti gli strumenti giuridici  gli autori di delitti  contro il bilancio dell’Unione.

A sentire la responsabile designata alla guida Laura Kovesi, magistrato romeno di nota integrità e rigore (nel suo paese ha una fama in tutto simile al nostro Raffaele Cantone), sembra un progetto disegnato sulla sabbia: a parte l’ambiziosa iniziativa, mancano i soldi, la struttura e il personale.

Insomma, c’è, come accade di frequente, solo la fantasia!

Pratica operativa

Nelle more di vedere all’opera gli Stati Uniti d’Europa, quello della Procura antifrode può rappresentare una efficace ed opportuna azione di contrasto in sede comunitaria, ad un problema vitale per gli interessi comuni e per una legalità da tempo smarrita.

L’episodio mi ricorda molto quando, nel corso di una indagine su una frode carosello perpetrata da imprenditori nazionali nel campo del commercio di personal computer e componentistica elettronica, nella veste di Comandante di un  Reparto della Guardia di finanza in terra di Puglia, verso la fine degli anni ’90, ebbi la possibilità di intercettare una telefonata di un operatore economico spagnolo che, rivolgendosi all’omologo pugliese ebbe a dire: ”Beati voi che avete l’IVA al 20% perché da noi è solo al 16%”.

All’epoca come adesso, continua un metodo di frode, forse la più pericolosa che agisce per il tramite di una testa dei legno che, titolare della sola partita Iva di “import-export” e, benché privo di alcuna organizzazione logistica e imprenditoriale acquista merce sul mercato estero in ambito comunitario con destinazione ad un operatore nazionale. Siccome l’imposta si paga nel Paese di destinazione ove la merce viene immessa in consumo, viene fatturata sottocosto, senza versare l’Iva all’erario.

Esempio: compro un PC a mille euro dall’Olanda con destinazione Italia cui fatturo 850 più Iva al 22% = Tot. 1.037 euro.

1000 servirà a pagare la materia prima, io testa di legno metterò in tasca 37 euro e, nella veste di evasore totale, non ho istituito la contabilità e non presento la dichiarazione fiscale.

L’operatore economico nazionale ha comprato sottocosto, evadendo l’imposta a tutto danno dell’erario e facendo concorrenza sleale.

Armonizzazione fiscale

L’istituzione di questa Superprocura potrebbe essere un primo passo per comprendere l’esigenza di una armonizzazione fiscale a livello europeo in grado di contrastare e scoraggiare le attuali delocalizzazioni d’impresa.

In pratica, con il trasferimento della produzione in ambito comunitario verso quei Paesi che presentano vantaggi fiscali – Polonia, Olanda, Portogallo, Romania etc. – si riducono le opportunità di lavoro ed investimenti verso i territori più fragili, Mezzogiorno compreso.

Il fenomeno, non solo allontana le produzioni facendo scappare le imprese, ma scoraggia nuovi investimenti a tutto danno dei nostri territori e della crescita del sistema Paese.

 

 

 

 

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