Verifica fiscale e bilancio di esercizio: Percorso ispettivo!

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Verifica fiscale e bilancio di esercizio: Percorso ispettivo!
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Verifica fiscale e bilancio di esercizio: Percorso ispettivo!

 

Sono trascorsi oltre venti anni da quando, al Comando di reparti della Guardia di finanza in terra di Calabria od in Puglia, eseguivo delle verifiche fiscali, rispettivamente, nei confronti di sospettati di appartenenza a consorterie mafiose o attività economiche regolarmente costituite sul territorio.

In ambo i casi, per scongiurare i frequenti ed inspiegabili tempi biblici anche di alcuni anni per la loro conclusione, ho sempre cercato di applicare il criterio del “mordi & fuggi”, riuscendo in tal modo, a parità di risorse umane,  non solo a decongestionare l’enorme arretrato nell’attività operativa ma soprattutto a decuplicare il rendimento del reparto in termini di recupero di imponibile da riprendere a tassazione.

In pratica, con tale metodologia operativa, all’epoca poco imitata, riuscii a migliorare significativamente i rendimento e  l’operatività del reparto. Il cambio di strategia di cui parlo,  non è stato facile soprattutto quando dovevo difendermi dalle ripetute osservazioni che ricevevo dai collaboratori più anziani che, in sintesi obiettavano: “Comandante, non può chiamare “verifica generale” quando nella realtà sono state verificate solo alcune voci di bilancio”.

A tali legittime osservazioni obiettavo che, dopo la verifica ed il riscontro positivo di talune voci di bilancio, relazionavo dicendo che non conveniva proseguire l’attività di verifica perche non erano emersi elementi di interesse che ne giustificassero un prosieguo fruttuoso in termini di recupero di materia imponibile.

In pratica mi assumevo la responsabilità di chiudere quelle attività di verifica nell’arco di un  trimestre per avviarne altre che, nella maggioranza dei casi, evidenziavano un interesse decisamente superiore come i risultati successivamente conseguiti erano li a dimostrare.

Pratica ispettiva

All’apertura di una verifica fiscale, cui presenziavo sempre come da norme interne al Corpo, acquisivo copia dell’ultimo  Bilancio di esercizio depositato, laddove andavo ad indicare due o tre voci da verificare, anche attraverso i cosiddetti controlli incrociati.

Dall’esito di tali preliminari riscontri, si decideva il prosieguo circa un controllo a 360° laddove i riscontri davano esito positivo, nel senso che venivano rilevati indizi di frode, omessa contabilizzazioni di ricavi ovvero fatture per operazioni inesistenti.

In assenza di rilievi della specie, la verifica veniva chiusa, facendo risultare, in modo preciso quali erano state le poste di bilancio verificate.

Se oggi mi dovesse capitare di partecipare ad una attività di diligence o di revisione penso che seguirei lo stesso criterio.

 

 

 

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