Visco: Risanamento bancario, fra crediti deteriorati e ristrutturazioni!

Visco: crediti deteriorati e ristrutturazioni
Visco: Risanamento bancario, fra crediti deteriorati e ristrutturazioni!

Visco: Risanamento bancario, fra crediti deteriorati e ristrutturazioni!

Falcone Antiriciclaggio

 

Nell’intervento di ieri del Governatore di Bankitalia Ignazio Visco è stato lanciato un alert, invitando le banche a “proseguire nella riduzione dei crediti deteriorati anche utilizzando la via della ristrutturazione delle esposizioni delle imprese classificate come inadempienze probabili, con l’obiettivo di accrescere la possibilità di un ritorno in bonis”.

Parliamo di una raccomandazione ragionevole ed opportuna che tuttavia, come sempre accade, serve a tracciare una mezza verità per le ragioni che seguono:

  • Per ottenere questo risultato le banche devono ridurre la spesa corrente dei compensi agli amministratori ed i dividendi ai soci, aumentando significativamente gli accantonamenti annuali dagli utili di esercizio, anche attraverso “ricapitalizzazioni” come extrema ratio;
  • Devono recuperare credibilità verso i risparmiatori, raccontando la verità nei bilanci di esercizio, chiamando le poste con il loro nome, anche quando si parla di “sofferenze”.

Lo stesso Governatore, ha continuato dicendo che ora “va affrontata la sfida di continuare in questa direzione, assicurando il pieno supporto all’economia e mantenendo al contempo adeguati livelli patrimoniali”.

Vorrei sommessamente ricordare che la solidità patrimoniale degli istituti può essere assicurata, a differenza del recente passato, attraverso una vigilanza attenta e costante in grado di leggere e interpretare de informazioni di bilancio.

Non è più tollerabile che queste falsità ripetute vengano scoperte dalla Banca Centrale Europea attraverso i cc.dd. stress test.

Aiuto all’economia in tempo di crisi

Nel contempo, mi sarei aspettato anche un riferimento rivolto al Governo centrale, per quanto attiene la “manleva sul merito creditizio” che, ad oggi, malgrado le ripetute richieste e sollecitazioni dell’Assoociazione bancaria italiana non hanno mai trovato udienza.

Invitare il Governo a rpensare il giudizio su questo passaggio, potrebbe rivelarsi dirimente per superare l’attuale congiuntura che vede soccombere fino a scomparire intere filiere produttive.

Il decreto liquidità n.23/2020, apostrofato dal Premier Conte come il “bazooka dell’economia” con i suoi 400 miliardi messi a disposizione di famiglie e imprese non  ha funzionato, le aziende non riaprono, boccheggiano e molte sono destinate ad un sicuro fallimento con una disoccupazione destinata ad aumentare con l’esaurimento della cassa integrazione programmata per la fine dell’anno 2020.

I soldi, malgrado trattasi di finanziamenti a garanzia pubblica, non escono e non arrivano a destinazione per effetto della ostilità, giustificata, dell’intero mondo bancario che non intende assumersi responsabilità circa la sorte di questi finanziamenti e quindi della vita dell’impresa.

Niente manleva sul merito creditizio? Niente finanziamenti!

 

 

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