Sequestro antimafia da 220 milioni: 394 immobili tra Napoli e Roma
Il provvedimento riguarda il patrimonio riconducibile a un imprenditore campano e ai suoi familiari: coinvolte anche tre società, 12 beni mobili registrati e 28 rapporti finanziari.
Un patrimonio dal valore stimato di circa 220 milioni di euro è stato sottoposto a sequestro di prevenzione nell’ambito di un procedimento disposto dal Tribunale di Napoli, su proposta della Direzione Distrettuale Antimafia.
L’operazione, resa nota il 15 ottobre 2026, riguarda beni ritenuti riconducibili a un imprenditore campano attivo nei settori edilizio e immobiliare e ai componenti del suo nucleo familiare.
Il decreto è stato eseguito dai finanzieri dei Nuclei di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli e Bologna, con il concorso del Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata (SCICO).
I beni sequestrati tra Napoli e Roma
Il compendio immobiliare comprende 394 unità distribuite nelle province di Napoli e Roma:
- appartamenti e locali commerciali;
- uffici, depositi e autorimesse;
- terreni e immobili in costruzione.
Il provvedimento interessa inoltre 12 beni mobili registrati e 28 rapporti finanziari, comprendenti disponibilità bancarie, strumenti finanziari e prodotti assicurativi.
Sono coinvolti anche partecipazioni societarie e beni riconducibili a tre società operanti nei settori immobiliare e sanitario.
Le indagini sulla formazione del patrimonio
Gli accertamenti economico-patrimoniali avrebbero evidenziato una sproporzione tra i redditi dichiarati e i beni accumulati dall’imprenditore e dai suoi familiari.
Gli approfondimenti del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Bologna, condotti con lo SCICO, si sono concentrati in particolare sul periodo 1999-2016.
Secondo la ricostruzione investigativa, sarebbero emersi rapporti d’affari e cointeressenze societarie con soggetti ritenuti riconducibili ad ambienti camorristici.
Il complesso “Parco Primavera” a Melito di Napoli
Alle indagini avrebbero contribuito anche le dichiarazioni di collaboratori di giustizia, utilizzate per ricostruire i presunti collegamenti imprenditoriali con persone appartenenti o contigue alla criminalità organizzata campana.
Tra le operazioni immobiliari esaminate figura la realizzazione del complesso residenziale “Parco Primavera” a Melito di Napoli, parzialmente interessato dal sequestro.
Una misura di prevenzione patrimoniale
Il decreto è stato emesso dalla Sezione per l’Applicazione delle Misure di Prevenzione del Tribunale di Napoli, nell’ambito della disciplina del Codice Antimafia.
Si tratta di un sequestro di prevenzione, che non equivale a una confisca definitiva né a una sentenza di condanna. Il provvedimento è soggetto ai rimedi di impugnazione previsti dalla legge.
Fonte del testo originale: Il Mattino.






Commenti
Sproporzione fra il tenore di vita condotto e i redditi dichiarati. Applicata una Misura di prevenzione patrimoniale.