
“L\’ECONOMIA E\’ IL NOSTRO DESTINO” Questa è è una frase pronunciata dal grande industriale e intellettuale tedesco Walther Rathenau in occasione di un famoso discorso tenuto a Monaco il 28 settembre 1921.
Nel mentre la crisi imperversa e le soluzioni si allontanano, 26 banche italiane subiscono un declassamento da parte di una primaria Agenzia di Rating internazionale, la Moody\’s.
L\’Associazione Bancaria Italiana e numerosi leader politici nazionali gridano all\’attentato alla sovranità nazionale, invitando il mercato a non tenere conto del giudizio così negativo espresso.
Siamo alle solite.
Se le cose vanno bene e veniamo idolatrati allora è bene che se ne parli; se, al contrario, le cose vanno male, allora non leggete e non tenete conto dei giudizi degli altri, non servono, sono falsi, è un complotto contro la sovranità nazionale del nostro sistema bancario e creditizio.
Nessuno dice apertamente che il nostro sistema bancario, tanto per cambiare, come tante altre cose nel nostro Paese – Pubblica amministrazione in primis – non funziona e non adempie al suo principale compito che è quello di finanziare le imprese e le famiglie a costi accettabili o comunque competitivi con il resto dell\’Europa.
Invece niente. I costi sono i più alti dell\’area Euro, laddove i nostri Banchieri preferiscono acquistare il debito pubblico a tassi particolarmente favorevoli – 6/7% – e senza alcun rischio, grazie a uno spread in continua ascesa, praticamente rinunciando a svolgere il proprio ruolo nella società che è o dovrebbe essere quello di fare banca.
E\’ bene ricordarlo che le risorse per l\’acquisto di titoli pubblici, sono piovuti sotto forma di beneficenza direttamente dalla Banca Centrale Europea che, con la scusa di generare liquidità , ha dato svariati miliardi di euro all\’1%.
Pensate ai nostri lungimiranti Banchieri, acquistano i soldi all\’1 e li rivendono al 7%, senza rischi di sofferenze.
Nel frattempo, si hanno due effetti: lo Stato che colloca le proprie obbligazioni a prezzi da usura (pagata dalla collettività con le continue Manovre lacrime e sangue) e le imprese che devono investire per produrre ricchezza, chiudono i battenti per mancanza di finanziamenti o addirittura, le famiglie che fanno fatica ad accedere ai mutui anche per l\’acquisto della prima casa.
Un disastro!
E allora che si fà ? invece di gridare allo scandalo per il declassamento, spingiamo per gli Eurobond (speriamo che ci pensi Hollande, neo eletto Presidente francese), affinchè la BCE compri i debiti dei Paesi in difficoltà a prezzi ragionevoli – senza dissanguare nessuno – costringendo in tal modo le banche, a tornare a fare il loro dovere.
Per concludere: ben venga il declassamento delle banche nelle more di cambiare strada, per giungere a quell\’agognata crescita invocata da tutti e che nessuno ancora intravede.
Sarebbe sufficiente che ognuno, a tutti i livelli di responsabilità , facesse il prorio dovere.
Intanto, così è, se vi pare…




