È
riciclaggio qualunque attività per ripulire denaro sporco, a prescindere dal
reato da cui proviene
La Cassazione affila le armi nella lotta contro il
riciclaggio di capitali. L\’incriminazione prescinde dal reato dal quale
provengono i soldi (un tempo le accuse di riciclaggio si reggevano solo se era
stata accertata la concussione, la corruzione, reati societari e fallimentari)
e si può fondare “su qualsiasi condotta tendente a ripulire il denaro sporco”,
fra cui un\’evasione fiscale e la sola appartenenza a un\’organizzazione
criminale. Lo ha stabilito la Corte di cassazione che, con la sentenza n. 45643
di ieri, ha respinto il ricorso di un appartenente a un clan mafioso che aveva
fatto ricorso contro le accuse di riciclaggio perché, aveva sostenuto la
difesa, il Tribunale delle Libertà di Firenze, nel confermare la custodia
cautelare, non aveva accertato il reato da cui provenivano i capitali.
LOTTA AL
RICICLAGGIO: sanzioni al bancario che non segnala i sospetti sui clienti
La Cassazione inasprisce la lotta al riciclaggio. Il
personale bancario deve segnalare al direttore dell\’agenzia e questo al
Questore ogni sospetto sui clienti, altrimenti rischia una sanzione salata.
Lo ha affermato la Sezioni tributaria della
Corte di cassazione che, con la sentenza n. 23017 del 30 ottobre 2009, ha
accolto il ricorso del Ministero delle finanze che aveva sanzionato un
impiegato della banca che non aveva segnalato un cliente autore di ingenti
versamenti non supportati da grossi giri d\’affari.
MERITO
CREDITIZIO & RICICLAGGIO: Non bastano i controlli di routine per finanziare
le imprese
Le banche, quando finanziano le imprese, non possono
limitarsi a fare i controlli di routine su bilanci e conti correnti. Gli
istituti di credito perdono infatti gli immobili sui quali hanno fatto
iscrivere ipoteca se i beni dell\’azienda sono stati confiscati per traffici
illeciti. L\’unico modo per far valere tale ipoteca è quello di dimostrare di
aver fatto verifiche particolarmente accurate. Questo nuovo approdo
giurisprudenziale è stato raggiunto dalla Corte di cassazione con una sentenza,
la n. 15328 del 9 aprile 2009, destinata al servizio novità della Suprema
corte.




