Il segretario reggente del nostro comune ha l’abitudine di riportare gli interventi, durante la seduta del consiglio comunale, su un suo blocco personale e non sul brogliaccio.
Più volte, in occasione delle approvazione dei verbali della seduta precedente, si riscontrano imprecisioni. Alla richiesta di rettifica mi è stato risposto che dal brogliaccio non risulta quanto da me affermato: è evidente che non risulti nulla dal brogliaccio, in quanto il segretario verbalizza a parte e di questo non resta traccia.
Si richiede se il comportamento del segretario risulti corretto.
RISPOSTA
Tra i compiti obbligatori del segretario comunale e provinciali nelle sedute consiliari, vi è quello di curare la verbalizzazione delle riunioni cui partecipa svolgendo funzioni consultive (art.97, comma 4 del TUEL).
Sulle modalità con cui deve essere effettuata la verbalizzazione si dovrà eventualmente esprimere la regolamentazione del consiglio, che tuttavia può non intervenire in merito, lasciando all’organizzazione della segreteria del consiglio l’instaurazione di una prassi amministrativa. Ciò che importa non è tanto la codificazione di una prassi relativa alla redazione della cosiddetta “prima nota” (gli appunti presi nel corso della seduta), ma ovviamente, quanto riportato nel verbale della delibera consiliare. Ciò che deve essere riportato nel documento è il contenuto sintetico delle dichiarazioni dei consiglieri intervenuti e l’esito delle votazioni conseguite su ogni argomento discusso (oltre, naturalmente, il quorum strutturale per la validità della seduta). Qualora tali elementi non fossero fedelmente riportati, oltre al potere di rettifica che spetta a ciascun consigliere si potrebbe configurare la responsabilità del segretario, da valutare, oltre che in sede disciplinare amministrativa, anche in sede penale.
DAL SOLE 24 ORE DEL 31 GENNAIO 2011