Politica, affari ed economia: La corruzione dilaga!

Corruzione nella Pubblica amministrazione
Corruzione nella Pubblica amministrazione

Politica, affari ed economia: La corruzione dilaga!

 

Il modo migliore e forse il più efficace, per combattere la corruzione nella pubblica amministrazione è quello di semplificare le procedure amministrative e facilitare la vita ai cittadini e alle imprese.

Poi, i soggetti deputati al contrasto al riciclaggio di denaro sporco, ovvero quelli tenuti alla c.d. collaborazione attiva – in primis banche e professionisti – devono essere in grado di selezionare e filtrare, i bonifici disposti sui conti aziendali a fronte di fatture “fumose e poco chiare”, afferenti a servizi di consulenza non meglio definite. Anche i bonifici disposti a favore di Onlus o Associazioni non aventi scopo di lucro, possono rivestire un qualche interesse per il tema di cui trattasi, perché vicine a qualche amministratore pubblico o ad uno stretto familiare di questi, ovvero Associazioni vicine ad organizzazioni politiche di partito, soprattutto quando partono da aziende che fanno affari con la pubblica amministrazione perché aggiudicatarie di commesse per la fornitura di beni e servizi o esecuzione di lavori pubblici – https://www.giovannifalcone.it/24074-2/https://www.giovannifalcone.it/24005-2/

Anche il tema delle “assunzioni” può essere un campo minato!

Detto così sembra facile, lo so, ma la realtà e la verifica sul campo diventa farraginosa e complicata e non priva di rischi.

Il controllo del “soggetto obbligato” non deve essere petulante, andandosi ad aggiungere ai tanti meandri di scartoffie richieste dalla pubblica amministrazione, bensì semplice, lineare e sbrigativo.

Pratica operativa

Se ho qualche dubbio sull’autenticità e correttezza di talune transazioni registrate sui rapporti sui rapporti di conto “aziendali”, dopo aver acquisito a scandaglio la fattura, rileggersi i conti correnti interessati e movimentati nel biennio precedente acquisendo, dallo stesso amministratore dell’impresa, copia di un Durc aggiornato rilasciato dall’Inps ovvero una certificazione di regolarità fiscale rilasciata dall’Agenzia delle Entrate.

Se i dubbi persistono, inoltrare una “Segnalazione di operazione sospetta”, fornendo una causale adeguata ed argomentazioni precisa circa l’esito del controllo eseguito.

A prescindere dall’esito finale del controllo, conservare sempre traccia al fascicolo dell’attività svolta perché possa servire, anche a posteriori, in caso di controllo da parte di un Organismo di controllo e vigilanza – Banca d’Italia, Autorità giudiziaria o Guardia di finanza, il livello di sensibilità ed organizzazione sul campo da parte del soggetto obbligato.

Una particolare attenzione, in questi casi, dovrà riguardare la lettura ed esame del bilancio di esercizio, avendo cura di riscontrare la coerenza dei costi con l’oggetto sociale dell’impresa, con particolare riferimento al personale (assunzioni) o comunque proporzionato al valore ed entità delle commesse ricevute dalla pubblica amministrazione.

In questo senso, anche un eccessivo ricorso alla “trattativa privata” per la concessione di servizi o esecuzione di lavori, senza il ricorso alla evidenza pubblica, può sottendere forme di corruzione da non sottovalutare, nei limiti  e nelle forme in cui il “soggetto obbligato” può acquisire elementi di conoscenza al riguardo, spesso legato anche al contesto territoriale.

Insomma, mettiamoci in testa che se ognuno di noi fa il proprio dovere, c’é la possibilità che forse si riesca a produrre qualche crepa nella organizzazione del malaffare a tutto beneficio della legalità e buon funzionamento della pubblica amministrazione.

Tutti, nessuno escluso!

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