Riforma fiscale: Le prime contraddizioni!

Interpello a pagamento
Interpello a pagamento

Che il nostro sistema fiscale e tributario sia complicato non lo scopriamo adesso, avendo registrato nel tempo, anche episodi drammatici, estremi, vedendo professionisti che si sono tolti la vita per non aver saputo interpretare e scrivere una “dichiarazione fiscale”.

Un ex Presidente della Repubblica, ormai defunto da alcuni anni, Oscar Luigi Scalfaro, dopo un episodio drammatico, ebbe a definire “lunare” il nostro sistema fiscale.

Riforma fiscale e interpelli a paghamento

In questi giorni è stata presentata la “Riforma fiscale” targata Giorgia Meloni con la quale, si dice di voler anche abbassare le tasse. Posto che potrebbe trattarsi di una promessa velleitaria e non realizzabile per il sol fatto che non si fa cenno in alcun modo di tagliare la spesa pubblica.

Ora nelle more di conoscere i dettagli della intera operazione, molto articolata e complessa, si apprende che la presentazione degli “interpelli” ovvero richiesta di chiarimenti, diventerà a titolo oneroso per il contribuente ignorante, in pratica si pagherà, gratis è morto. La tariffa varierà in base alla tipologia di contribuente o al valore della questione sottoposta all’attenzione dell’amministrazione finanziaria.

Insomma, pur consapevoli che spesso il fisco è farraginoso con regole scritte male, se fa una domanda di chiarimenti ti tocca pagare.

Per evitare questa apparente contraddizione, visto che si dice che le tasse si vogliono ridurre, sarebbe sufficiente un intervento più ravvicinato del legislatore per una interpretazione “autentica”, almeno per i problemi di delicati o che più di altri toccano la vita e la tasca delle persone fisiche o giuridiche.

Insomma, cambiare si, ma questo dev’essere a costo zero per il contribuente se si vuole un rapporto bilaterale basato sulla fiducia reciproca, che fino ad oggi non è mai stato facile, almeno per coloro che le tasse già le pagano.

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